Road to Superbowl: la mancata dinastia dei Buffalo Bills

I BUFFALO BILLS POTEVANO APRIRE UN CICLO VINCENTE NEL 1991, MA FU FATALE IL FIELD GOAL DI NORWOOD

giovedì, 29 gennaio 2015

Era il 1990, nel panorama del football NFL emergeva con prepotenza e classe una squadra, i Buffalo Bills, fino allora conosciuti principalmente per essere stato il team di O.J. Simpson, uno dei più grandi running back della storia della NFL.

In quel 1990 poteva nascere una dinastia di "imbattibili", come fu per i 49ers di Montana, i Cowboys di Smith o i più recenti Patriots di Brady, invece non nacque nulla, se non il senso di sfortuna che questa compagine si cucì addosso riuscendo a perdere ben 4 Super Bowl di fila ('91, '92, '93, '94).

Era il 1990, i Bills schieravano talenti quali il quarterback Jim Kelly, il running back Thurman Thomas, il linebacker Cornelius Bennet, i ricevitori Don Beebe e Andre Reed, e Mark Kelso, safety che aveva una particolarità che lo rendeva riconoscibile al volo dal momento che indossava un casco dotato di "pro-cap" che serviva a ridurre il rischio di concussion.

Questo team di talenti era orchestrato dall'head coach Marv Levy, un tipetto piccolo e dall'apparenza innocua, ma che aveva una carriera e un'esperienza sterminata.

Se dovessimo immaginare il punto di rottura di questo team, diremmo il field goal da 47 yards sbagliato da Scott Norwood a 8 secondi dal termine del Super Bowl XXV, che i Bills persero contro i New York Giants per 20 a 19.

Quel field goal oltre a perseguitare il povero Norwood, fece crollare l'autostima di un team che era abituato a vincere schiacciando facilmente gli avversari. I Bills diventarono, gradualmente, la squadra che si scioglieva al Super Bowl.

Nel 1991 persero malamente per 37-24 contro i non irresistibili Washington Redskins, malamente perchè praticamente non giocarono per i primi due quarti e si svegliarono solo sul 24-0 nel terzo quarto di gioco, a partita ormai compromessa.

Nel 1992 le cose andarono persino peggio, al Super Bowl XXVII i Bills non trovarono Giants o Redskins, ma una squadra decisamente più in forma, i Dallas Cowboys di Jimmy Johnson e, soprattutto, di Emmith Smith. Il risultato fu un umiliante 52-17, per Dallas ovviamente.

Ormai i Bills non facevano più paura a nessuno, nel 1993 al Georgia Dome i Bills sfidavano i Dallas Cowboys per una sorta di rivincita del '92, che ovviamente non ci fu perchè i Bills non entrarono mai in partita, finì 30-13 in una delle partite più noiose della storia del Super Bowl. E pensare che in quella stagione Buffalo fu corsara a Dallas, quando alla seconda giornata di regular season vinse al Texans Stadium per 13-10.

Curiosità, anche nel 1990 (stagione che culminò con il Super Bowl del 1991), i Bills in regular season incontrarono la futura sfidante al titolo: il 15 dicembre infatti la squadra di Jim Kelly si impose al Giants Stadium per 17-13.

Dal '94 in avanti per i Bills cominciò una lenta agonia, il team rosso-bianco-blu riuscì ancora a raggiungere i playoff nel '95, '96, '98 e '99, ma aveva perso l'esplosività e la determinazione che lo portarono negli anni precedenti a dominare la AFC East.

Furono un team che avrebbe potuto creare una dinastia vincente, unici nella storia della NFL ad aver disputato per 4 volte di fila il Super Bowl, purtroppo per i Bills, forse l'ostacolo più duro, l'avversario più forte, furono i Bills stessi.